Se le simulazioni numeriche inizialmente servivano per verificare il corretto comportamento del sistema in esame, grazie all’ottimizzazione ora sono anche in grado di guidare la fase progettuale: si tratta di una disciplina molto recente, che si articola in diverse branche, ciascuna in grado di fronteggiare problematiche diverse.

L’ottimizzazione topologica, utilizzata nella fase di pre-design, permette, definiti gli ingombri, condizioni di carico e di interfaccia, di determinare la distribuzione ottimale di materiale, in termini di una o più funzione obiettivo pur rispettando i vincoli progettuali. 

L’ottimizzazione di forma permette invece di modificare un prodotto esistente per migliorarne le performance, ottenendo un controllo completo sulle variazioni ammesse e sulla loro entità.

Grazie all’ottimizzazione parametrica, infine, si è in grado di stabilire quale sia il materiale o lo spessore più adatto per un determinato prodotto.

L’utilizzo congiunto di questi strumenti consente di analizzare i possibili scenari (anche tramite tecniche DOE), valutarne la fattibilità, correlare i dati sperimentali a disposizione e raggiungere alla soluzione migliore in tempi ridotti.

Avere a disposizione uno strumento che permette di ottimizzare in modo robusto un prodotto significa infatti avere a disposizione più tempo per la sua messa a punto, quindi un minore time-to-market.